Messina, Comitato Scuola in presenza: “Gli unici in tutta Italia a non mettere piede in classe”

Il Comitato Scuola in presenza chiede che non si vada oltre la prossima settimana, e lo chiede con una puntualizzazione: “Gli unici in tutta Italia a non mettere piede in classe”. La lettera firmata dal presidente Cesare Natoli è stata indidirizzata al presidente della Regione Siciliana, all’assessore alla salute della Regione Sicilia, all’assessore all’istruzione della Regione Sicilia, al garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Sicilia, al garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Messina. Ecco il testo integrale:” Comitato SIP – Scuola in Presenza, esprimiamo la nostra preoccupazione per la grave emergenza educativa che si sta determinando in Sicilia.

Da lunedì 1° Come febbraio, infatti, gli studenti siciliani che frequentano le scuole superiori saranno gli unici in tutta Italia a non mettere piede in classe, e ciò nonostante il fatto che il passaggio della Sicilia alla colorazione arancione, secondo le indicazioni governative, indichi la frequenza, per le scuole secondarie di secondo grado, al 50% in presenza e al 50% a distanza. Una misura suggerita al Governo dal Comitato Tecnico Scientifico e che è basata su precisi riscontri di natura scientifica.

Ancora una volta, dunque, gli studenti siciliani delle scuole superiori si vedono privati di un diritto costituzionale e viene negato loro il rientro a Scuola (dopo, per la maggior parte di essi, undici mesi di didattica a distanza) senza giustificate motivazioni scientifiche o relative all’andamento della curva epidemica. Quest’ultima, infatti, non è assolutamente più preoccupante di altre regioni che, invece, da lunedì, riapriranno le porte delle scuole superiori ai loro studenti, mentre molte altre lo hanno già fatto dopo le festività natalizie. Anzi, il bollettino della protezione civile del 31 gennaio indica come l’indice del contagio della regione Sicilia sia il più basso d’Italia…

 Non crediamo sia peraltro condivisibile la motivazione addotta nell’ultima ordinanza del presidente della Regione, in cui il posticipo del rientro a lunedì 8 febbraio sarebbe legato alla necessità, da parte dei dirigenti scolastici, di predisporre la logistica per lo svolgimento delle lezioni. Tutte le Scuole superiori siciliane, infatti, hanno già un piano predisposto per la didattica al 50% in presenza, in quanto era stato loro chiesto di redigerlo, nei mesi scorsi, dal MIUR.

Il tutto, peraltro, avviene mentre alcuni organi di stampa locali continuano a fare disinformazione, contribuendo a creare un clima di confusione tra genitori e studenti, in un momento nel quale non ce ne sarebbe affatto bisogno e in cui, al contrario, fatta salva l’importanza del contenimento del contagio da Sars-CoV-2 e del rispetto delle misure cautelari (cui le scuole di ogni ordine e grado – siciliane e non – hanno sempre ottemperato con diligenza e scrupolo), occorrerebbe remare tutti uniti verso la riapertura degli istituti scolastici e la piena riattivazione di quei percorsi formativi, unici e insostituibili, che solo la Scuola può fornire. Anche per scongiurare i pericoli che ormai la stragrande maggioranza della comunità scientifica – a fronte della conclamata esistenza di una scarsa circolazione e pericolosità del virus nella popolazione giovanile – segnala a proposito della salute psicofisica degli studenti. Per non parlare dell’altrettanto evidente e drammatico fenomeno della dispersione scolastica, che rischia di consegnare molti giovani siciliani nelle mani della delinquenza organizzata.

Il Comitato SIP – Scuola in Presenza, dunque, chiede con forza che non si tentenni ulteriormente e che, almeno da lunedì 8 febbraio, la Sicilia si uniformi a tutte le altre regioni italiane e non si pongano ulteriori ostacoli al rientro in classe degli studenti delle scuole superiori in misura del 50%. Messina, 31/01/2021  Cesare Natoli Presidente SIP – Comitato Scuola in Presenza”

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