Federica Picchi Roncali: “Attraverso il cinema cerco di raccontare storie vere”

(Adnkronos) –
Lascia la carriera nell’alta finanza per aprire una casa di produzione cinematografica e una casa editrice: l’incredibile storia di Federica Picchi Roncali
 
Milano, 27 Aprile 2023 – La storia di Federica Picchi Roncali ha dell’incredibile: narra di successi lavorativi vertiginosi, coraggio, cultura e fede. Difficile sostanziare la vita di una persona in pochi tratti introduttivi. Ci proviamo: intraprendente, innamorata della vita, guidata dall’unica volontà di lasciare qualcosa alle future generazioni. Nata in Liguria, ha studiato Economia e Commercio alla Bocconi di Milano per poi passare alla Georgetown University di Washington D.C. In breve tempo scala tutte le vette. Lavora nel campo della consulenza strategica occupandosi del reinforcement di aziende in crisi, poi in una delle più grandi banche d’affari londinesi per il finanziamento di grandi opere infrastrutturali nei Paesi in via di Sviluppo. Insomma, Federica Picchi Roncali ha viaggiato molto nel corso della sua vita per lavoro: Latino America, Asia, Africa. Il suo ufficio era il mondo. La sua carriera: protesa verso il successo. E mentre lavorava, mentre viaggiava, coltivava dentro di sé la forza e la volontà di costruire qualcosa di totalmente nuovo per sé stessa e per gli altri, “qualcosa di edificante per i nostri tempi e le future generazione”, come spesso racconta. Da qui, contro il parere di amici e parenti, l’idea di immergersi nel cinema come protagonista. Federica Picchi Roncali fonda nel 2010 una casa di produzione e distribuzione cinematografica, la Dominus Production: una realtà indipendente che contro tutti e tutto è riuscita a portare piu’ di 50 mila persone davanti al grande schermo solo con il primo film. E’ il caso di Cristiada, il primo film distribuito da Federica Picchi. L’obiettivo è quello di portare al pubblico storie vere, ben piantate nella terra ma rivolte al cielo, storie di umana e vera bellezza che raccontano la realtà nuda e cruda, che lascia gli spettatori con gli occhi sbarrati verso il grande schermo in attesa, col fiato sospeso, che l’intreccio e l’amalgama della trama si condensi alla fine. E il finale di solito ci porta a riflettere su un tema importante, ogni volta differente, ma sempre rilevante per il singolo spettatore e per la società nel suo insieme. La vita di Federica Picchi Roncali, è lo svolgimento di una salutare visione della società contemporanea che ha portato una donna, dai vertici dell’alta finanza londinese, a ricercare la verità attraverso una camera da presa. Ma come si è avvicinata al cinema Federica Picchi Roncali? La sua storia è molto particolare e merita di essere vissuta in tutto il suo percorso. Federica stava attraversando un periodo difficile della sua vita a causa della morte prematura dei genitori, a cui era molto legata. Lavorava ancora a Londra, quando decise di mettere in pausa impegni e viaggi per stare vicina a sua madre che nel 2008 era nella fase terminale di una terribile malattia. Il padre era morto pochi mesi prima. Fu allora che iniziò ad interrogarsi su quanto la realtà intorno celasse dei perché, che quel momento di prova la portava ad indagare e destrutturare. Durante l’assistenza a sua madre si ritrovò a guardare la televisione con lei, una delle poche attività rilassanti che potevano fare insieme, e si rese conto della superficialità della gran parte dei contenuti che venivano trasmessi. La realtà della Vita si infrangeva nella banalità di quelle proposte, come se il piccolo schermo volesse formare e alimentare una gioventù artefatta, astrusa dal reale. Quasi d’istinto, quindi, sentì di voler intraprendere la strada della cinematografia per veicolare messaggi che parlassero, a quegli stessi giovani, di realtà e d’infinito, partendo dalle singole vicende umane. Molti penserebbero ad un salto nel vuoto: di fatto, per passare dall’alta finanza alla produzione cinematografica, ci vuole molto coraggio. “Guardandomi indietro, credo che il mio avvicinarmi alla fede cristiana e allo studio della figura di Cristo abbia contribuito a donarmi una prospettiva capace di andare al di là della stessa quotidianità che negli anni mi ero costruita. La perdita dei miei genitori mi ha avvicinata alla lettura del Vangelo e alla volontà di ricercare ed indagare nell’umano la vera bellezza che risiede dentro ad ogni cosa”, sono le prime considerazioni di Federica Picchi Roncali. Sebbene all’inizio molti le facevano intendere che si stava addentrando per un sentiero dissestato – il cinema ha alte barriere all’entrata ed è un settore che sta soffrendo una profonda crisi sistemica le dicevano – ma già dopo poco cambiarono idea, vedendo fiorire risultati concreti: 1500 persone solo alla prima serata di presentazione del primo film a Milano. La serietà che ha riposto in questa sfida, la continua volontà di seguire e lasciarsi plasmare da un percorso di ricerca interiore, hanno fortemente influito sul suo desiderio di non lasciare la presa; sulla volontà di non fare passi indietro, ma di continuare a generare arte, libri e cultura. La cultura del vero, del reale, del quotidiano, ma con un respiro d’infinito. 
Per Federica Picchi Roncali, parlare di verità e concretezza nei suoi film, è la vera essenza del suo lavoro. Il cinema, i programmi televisivi, la narrazione occidentale in senso lato, si arricchisce sempre di più di superfluo, di finzione, di ostentata perfezione fino ad arrivare alla distorsione della realtà, che ci appare attraente dietro ad uno schermo, ma che rischia di divenire una trappola mortifera se presa come modello formativo dai piu’ giovani. La spinta verso il vero, se così possiamo definirla, arriva proprio da questo suo tendere verso l’essenziale, le cose che restano, verso i perché della vita che rimangono troppo spesso ignorati, seppelliti sopra un manto di rumorose finzioni. Raccontare storie realmente accadute, il vero, quanto di più scevro esista dalla ricerca spasmodica di perfezione e finzione, è uno dei tanti obiettivi dei film che distribuisce. È la sua rivoluzione culturale nel campo cinematografico. In questo senso, ricerca la verità e la propone in modo semplice, diretto, senza dilungarsi in complicati tecnicismi o artefatte rappresentazioni che risulterebbero stucchevoli agli occhi del pubblico. 
Molti si domanderanno se Federica Picchi Roncali preferisce il cinema o la televisione ma la risposta non è così scontata. I suoi film vanno anche in televisione e a questo strumento divulgativo tiene moltissimo, anche se la preferenza resta, ovviamente, per il grande schermo perché è più totalizzante, immerge con piu’ efficacia lo spettatore nella storia presentata e rende la fruizione filmica un evento sociale.  La tv è un momento individuale, al massimo familiare. Il cinema, invece, è un evento collettivo, sociale, soprattutto se riesce ad essere presente fisicamente per introdurre il film o commentarlo al termine della visione: alle serate di proiezione, alle mattinate nelle scuole, alle rassegne dei festival o agli eventi di proiezione speciale nei centri di recupero o nelle carceri. Secondo Federica Picchi Roncali il cinema si presta molto di più alla divulgazione di storie vere, non incasellabili in etichette di costume o spinte polarizzatrici che invece spesso troviamo proposte nei varietà o nelle serie dei palinsesti televisivi. Per Federica Picchi Roncali la cultura non è uno sfoggio nozionistico come ricordarsi date, eventi o luoghi, quella è conoscenza storica. La cultura è qualcosa di più profondo, significa ricercare e diffondere la Bellezza attraverso i differenti linguaggi umani: quelli visivi, quelli uditivi, quelli tattili e quelli olfattivi (si, perche’ anche la creazione di essenze può essere arte, quindi bellezza e quindi cultura). La cultura è apprezzare la bellezza che ci arriva dai talenti dell’altro, che sia nostro contemporaneo o che ci venga tramandata nel corso della storia attraverso i differenti linguaggi: musica, architettura, scultura, pittura, la filosofia, la poesia. Ognuno di noi è diverso e possiede differenti talenti. Cultura significa scorgere questi talenti, apprezzarli e, possibilmente, farli conoscere ai propri contemporanei e alle nuove generazioni. In sintesi la cultura è l’apprezzamento della Bellezza, nella sua essenza e nelle sue declinazioni umane, che unisce passato, presente e futuro. 
Il messaggio che Federica Picchi Roncali vorrebbe lasciare alle future generazioni attraverso i suoi film è quello di non rinunciare mai al proprio spirito di osservazione e al proprio spirito critico. Ad esempio, capita spesso che vada nelle scuole a presentare i suoi film, e i docenti le dicono stupiti “Federica siamo finalmente riusciti a creare un dibattito in classe!”, piacevolmente sorpresi per aver spezzato il comune clima di apatia che sembra permeare i loro studenti. Secondo Federica Picchi Roncali le giovani generazioni hanno perso la speranza di poter cambiare in positivo la società in cui vivono. Hanno perso la speranza di poter incidere sulla collettività con il loro talento o, ancora peggio, non sentono di avere alcun talento. Questa società sembra appiattirli su modelli che non scaldano il loro cuore, su ideali per cui alla fin fine non vale la pena spendersi. Tutto concorre a far credere ai giovani che la realtà che li circonda sia ineluttabile. I suoi film, invece, aprono i loro occhi e comunicano loro che non importata quale ferita abbiano subito o quale ostacolo fronteggino, nessuno deve mai abbandonare il proprio spirito critico perche’ ognuno di noi puo’ fare la differenza. Tu puoi cambiare in meglio la tua vita e quella delle persone che ti stanno intorno se non ti fai trasportare dalla corrente ma, forte dello spirito di osservazione e di una cultura improntata alla ricerca della Bellezza, la poni come centro del tuo vivere quotidiano e la proponi a chi ti circonda. Responsabilità editoriale: TiLinko – Img Solutions srl —immediapress/cultura-tempo-liberowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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