Duplice omicidio Foggia, “la coraggiosa Jessica inseguita e uccisa”

(Adnkronos) – La giovane Jessica "con coraggio ha cercato in tutti i modi e fino alla fine di difendere la madre dalla brutale aggressione del padre". Il gip di Foggia Roberta di Maria ha convalidato il fermo di Taulant Malaj, l'uomo in carcere con l'accusa di duplice omicidio – della figlia 16enne Jessica e del presunto amante della moglie Massimo De Santis – e del tentato omicidio della moglie Tefta. Nella parte del provvedimento dedicato alle esigenze cautelari si evidenzia il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. "Le brutali modalità di realizzazione dei fatti mostrano nell'indagato una assoluta insensibilità verso la vita umana ed una non comune propensione al delitto come mezzo di affermazione delle proprie convinzioni e come modalità di affermazione del proprio ruolo all'interno della famiglia". Contro Taulant Malaj "sussistono i gravi indizi di colpevolezza", scrive il gip nella convalida del fermo. "Il quadro indiziario – già grave e supportato dalle dichiarazioni confessorie del prevenuto – si è consolidato a seguito dell'acquisizione dei filmati che hanno ripreso quasi integralmente le scene in cui l'uomo colpiva ripetutamente con chiara volontà omicida sia la moglie che la figlia all'interno della sua abitazione. Le modalità del fatto e l'entità delle lesioni cagionate alle vittime mostrano chiaramente che il Malaj ha agito con l'intenzione di cagionare la morte non solo del De Santis ma anche della moglie e della figlia" si legge nel provvedimento di 11 pagine. La giovane Jessica – "che con coraggio ha cercato in tutti i modi e fino alla fine di difendere la madre dalla brutale aggressione del padre" è stata colpita "volontariamente" – come mostrano le telecamere nell'appartamento di Torremaggiore -, "non solo quando interveniva in un primo momento all'interno della camera da letto, ma anche quando l'aggressione continuava all'interno del salone dell'abitazione". La minore, da un primo esame del medico legale è stata uccisa con "non meno di 4 coltellate al torace", mentre sul corpo di De Santis "sono state riscontrate un numero non inferiore a 23 coltellate", alla testa, al collo, al torace e all'addome e al braccio sinistro, "e questo è un dato sintomatico della furia omicida con cui l'indagato ha agito, non lasciando sostanzialmente scampo alla vittima".  Allo stesso modo la modalità con cui il Malaj si è avventato nei confronti della moglie, inizialmente, presa di sorpresa, in piena notte, mentre si trovava nel letto, "era tale da poterne cagionare la morte. Dalle immagini estrapolate dai video presenti nell'abitazione è possibile vedere chiaramente che l'indagato, inveiva contro la stessa, sferrando molteplici coltellate nei suoi confronti anche nella parte superiore del tronco, in cui hanno sede organi vitali". La mancata morte è dovuta oltre che dalla reazione della stessa Tefta, "dall'intervento della giovane figlia Jessica nonché probabilmente dal convincimento di averla effettivamente lasciata a terra esanime", oltre che dall'arrivo successivo dei sanitari.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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