Coronavirus, prima vittima in Italia

Il nuovo coronavirus miete la sua prima vittima in Italia. Si tratta di Adriano Trevisan, un pensionato padovano di 78 anni, originario di Monselice e che viveva a Vo’ Euganeo. A quanto apprende l’Adnkronos, è morto venerdì sera poco dopo le 22.45. L’uomo era in terapia intensiva in condizioni critiche ed è deceduto all’ospedale di Schiavonia.

“Ci è stata confermata dal governatore del Veneto Zaia, che ha partecipato alla riunione in collegamento telefonico, la notizia della morte di uno dei due veneti contagiati dal Coronavirus”, ha detto il ministro della salute, Roberto Speranza, uscendo dal summit nella sede della partecipazione civile cui ha partecipato insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e al capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, con la partecipazione in collegamento telefonico appunto del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

A quanto apprende l’Adnkronos, sarebbe stato individuato inoltre un nuovo caso di coronavirus presso l’Ospedale Civile di Cremona. Si tratterebbe di un paziente ricoverato da 5 giorni nel reparto di pneumologia. Salgono così a 18 i casi accertati in Italia, due in Veneto -con il primo decesso nel nostro Paese – e 16 in Lombardia. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera ha spiegato che sono risultati positivi “cinque operatori sanitari dell’Ospedale di Codogno e tre pazienti”.

primi sei contagiati dunque sono il 38enne (‘paziente 1’), sua moglie incinta e il ragazzo che fa parte dello stesso gruppo podistico. Le altre tre persone, tutte di età più avanzata, frequentavano lo stesso bar anche dal padre del podista. Il presidente Attilio Fontana e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato un’ordinanza con misure molto precise che riguardano l’area in cui abitano e si spostano le persone che sono state individuate come positive. I comuni sono: Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Maleo, Fombio, Bertonico, Castelgerundo, Terranova dei Passerini, Somaglia e San Fiorano. Sono quattro al momento, a quanto risulta, i pazienti ricoverati all’ospedale Sacco di Milano. Oltre alla moglie del 38enne in Terapia intensiva per coronavirus e alla persona rientrata dalla Cina con cui ha avuto ripetuti contatti, al momento negativa, ci sono il podista a contatto stretto del 38enne (positivo) e il medico della coppia, per il quale non si conosce la positività o meno al patogeno. Altri tre pazienti positivi trasferiti da Codogno tra cui il 38enne. Sono quattro gli abitanti di Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, fra i sei contagiati da coronavirus. Di questi “tre sono pensionati, mentre uno no”. Lo ha detto il sindaco di Castiglione d’Adda, Costantino Pesatori, in Regione Lombardia.

Accertamenti su paziente di Ostia

250 I CONTATTI IDENTIFICATI E IN ISOLAMENTO – I camici bianchi sono al lavoro per ricostruire la rete di contatti del 38enne. L’uomo, stando a quanto apprende l’Adnkronos, prima di essere ricoverato ha giocato a calcio con la squadra del bar Picchio di Castiglione d’Adda e partecipato a un corso della Croce Rossa sabato mattina.

Il 38enne positivo coronavirus il 2 febbraio scorso aveva preso parte a una gara podistica a Santa Margherita ligure ed esattamente una settimana dopo, il 9 febbraio, aveva partecipato a un’altra gara a Sant’Angelo Lodigiano. “Il ragazzo fa parte del nostro gruppo, siamo molto preoccupati per lui” ha detto all’Adnkronos il presidente del gruppo podistico Codogno ’82, Carlo Benuzzi. “Siamo venuti alla mezza maratona delle Due perle a Santa Margherita Ligure lo scorso 2 febbraio, ha corso con me, stava bene, c’era anche sua moglie, abbiamo corso insieme domenica 9 mentre il 16 non si è presentato a correre”. “Da sabato 15 in avanti sembra che abbia cominciato ad avere qualche linea di febbre -prosegue Benuzzi- ci sentiamo da giovedì costantemente, nessun altro del gruppo ha manifestato nessun problema. Siamo 130 in tutto ma non tutti partecipano”.”Per il resto del gruppo stiamo tutti bene, abbiamo contattato la sanità in Lombardia e verranno a fare un tampone. Ho fornito una lista di circa 40 persone del nostro gruppo podistico che sono state in contatto con lui negli ultimi 15 giorni”. “Aspettiamo di fare questi esami -ha aggiunto il presidente del gruppo podistico- ci devono contattare e avvisare. A Codogno è tutto chiuso”.

In tutto sono circa 250 le persone identificate come contatti dei casi positivi al nuovo coronavirus nel lodigiano, in isolamento e alle quali verrà fatto o già è stato fatto il tampone. “Abbiamo 149 persone che sono contatti del 38enne ricoverato a Codogno tra infermieri, parenti e conoscenti – ha detto Gallera – Poi ci sono coloro che lavorano con lui in azienda e hanno avuto un contatto diretto, e ancora gli appartenenti alle attività sportive da lui frequentate. Si parla di centinaia di persone”, ma il numero potrebbe crescere via via che si ricostruiscono le reti di contatti.

Sarebbe in buone condizioni, ma monitorato il medico di famiglia che aveva visitato lunedì il 38enne di Codogno positivo al coronavirus. Il medico, che ha meno di 60 anni e ha il suo ambulatorio a Castiglione d’Adda (vicino a Codogno), “era stato messo in quarantena, in quanto contatto del paziente positivo al virus, ma nel pomeriggio di venerdì è stato ricoverato”, ha detto Massimo Vajani, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lodi. Il medico sarebbe ora all’ospedale Sacco di Milano.

CONTE – Sono state prese “tutte le misure di massima precauzione”. Lo ha scandito il presidente del Consiglio al termine del summit sull’emergenza coronavirus cui ha partecipato nella notte tra venerdì e sabato, nella sede del Comitato operativo della Protezione Civile. Conte ha poi sottolineato che quelle adottate in Italia sono “misure di livello massimo anche comparativamente rispetto ad altri Paesi, anche Paesi a noi vicini”. Conte ha sottolineato la necessità di “mantenere un costante monitoraggio” e la possibilità di “rivedere queste misure per incrementarne ancora di più l’efficacia”, “ove necessario”. Conte ha poi affermato che è stato fatto tutto il necessario “per isolare e mettere in quarantena le persone venute in contatto con i casi certificati positivi”.

“Eravamo preparati a questa evenienza, trattandosi di agenti virali che sono facilmente trasmissibili” aveva detto qualche ora prima a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles. In Italia “la situazione è sotto controllo”. “Avevamo predisposto un piano, lo stiamo attuando. La popolazione non deve essere preoccupata. Adotteremo sempre misure più severe, più rigorose e di massima precauzione”.

Al momento una sospensione della libertà di circolazione, prevista dagli accordi di Schengen non è “necessaria”, ha detto il premier, ma se in futuro dovesse servire a mantenere la “soglia di massima precauzione”, allora non è escluso che possa essere considerata”. “Se si dovesse creare la necessità, per mantenere la soglia di massima precauzione, noi siamo disponibili a qualsiasi misura, perché il nostro obiettivo è tutelare la salute dei cittadini”.

SCUOLE CHIUSE A CREMONA – “In accordo con la Prefettura di Cremona, in via cautelativa e preventiva rispetto alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, oggi le scuole di ogni ordine e grado della nostra città rimarranno chiuse”. Lo ha annunciato il Comune di Cremona con una nota su Facebook. “Stiamo valutando anche la sospensione degli eventi sportivi e delle manifestazioni legate al Carnevale. Siamo in stretto contatto con le autorità sanitarie e ci adoperiamo al massimo per tutelare la salute dei cittadini”, conclude la nota.

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