Coronavirus, Conte in Senato: “È battaglia senza confini”

Lungo applauso del Senato per ricordare le vittime del Coronavirus quando il premier Giuseppe Conte in aula ha citato le persone che hanno perso la vita. “Ai familiari” delle vittime “va il mio, il nostro partecipe pensiero e la nostra commossa vicinanza”, ha detto il premier. “Ieri nell’Aula della Camera ho letto la lettera dell’infermiera Michela, di Senigallia. L’ho fatto simbolicamente – ha spiegato -, ho ringraziato lei per ringraziare tutto il personale sanitario. Mi ha chiesto di non dimenticare l’impegno di chi è in prima linea quando tutto questo sarà passato, ho preso l’impegno a non dimenticarlo e sono certo che tutti voi lo farete, affinché il ricordo non si perda”.

“Il governo – ha detto ancora il premier – ha agito con la massima determinazione, con assoluta speditezza, approntando, ben prima di qualunque altro Paese, le misure di massima precauzione”, ha quindi spiegato Conte in Senato, dove sta leggendo l’informativa che ricalca l’intervento fatto ieri alla Camera sulle misure prese dal governo per l’emergenza. “A partire dal 22 gennaio, ben prima che il 30 gennaio l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarasse il coronavirus ‘emergenza internazionale di salute pubblica’, abbiamo adottato vari provvedimenti cautelativi”.

La nostra battaglia non conosce confini, si sviluppa da Nord a Sud”. Ora, ha rimarcato il presidente del Consiglio, “siamo concentrati sul Nord”, dove la diffusione del virus è più impattante, “ma l’attenzione è massima anche al Sud”, ha assicurato.

“Abbiamo sperimentato – primi in Europa – un percorso normativo volto a contemperare, da una parte, l’esigenza di tutelare al massimo grado il bene primario della salute dei cittadini e, dall’altra, la necessità di assicurare adeguati presìdi democratici”, ha continuato, aggiungendo: “Per la prima volta dalla fine del secondo conflitto mondiale, infatti, siamo stati costretti a limitare alcune delle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione, in particolare la libertà di circolazione e soggiorno, la libertà di riunione nelle sue varie forme, la libertà di coltivare financo di contenere pratiche religiose”.

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