Zona rossa e arancione, regioni e covid: cosa succede

Italia da zona rossa? Il contagio da coronavirus non si ferma, sotto la spinta delle varianti del covid, e le misure restrittive si intensificano su base locale. Dopo una giornata da 20.884 nuovi casi e alla vigilia del monitoraggio settimanale dell’Iss -che porterà all’eventuali novità in zona rossa, arancione e gialla- il quadro dell’epidemia si conferma particolarmente complesso. La Lombardia si sta avvicinando verso una zona rossa o arancione rafforzata? “A me sembra che tutta l’Italia, tranne la Sardegna, si sta avvicinando a passi lunghi a questa situazione”, dice Bertolaso, consulente per la campagna vaccinale della Lombardia. Il governatore Attilio Fontana, a chi se la regione è destinata a passare alla zona arancione rafforzato, replica: “Bisogna aspettare che ci arrivino i dati dal Cts, a quel punto si potranno fare le valutazioni del caso, ora stiamo monitorando giornalmente la situazione, dove si presentino zone arancione scuro le applichiamo immediatamente. Non si può dire entreremo o non entreremo in arancione rafforzato, ce lo diranno i dati”.

L’attenzione è sulla scuola, osservata speciale per la facilità con cui la variante inglese covid sembra diffondersi tra i giovani e i giovanissimi. Il nuovo Dpcm prevede la chiusura delle scuole in zona rossa e nelle aree in cui l’incidenza sia uguale o superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti. In Piemonte, il governatore Alberto Cirio dispone il ricorso alla Dad al 100% per 15 giorni, dall’8 marzo, dalla seconda media alle superiori. Domani inoltre, alla luce dei dati degli oltre 30 distretti sanitari del Piemonte, si procederà con misure più restrittive estendendo la didattica a distanza anche per gli ordini e gradi scolastici inferiori nelle aree dove l’incidenza dei contagi supera la soglia di allerta.

In Emilia Romagna, con misure e divieti già adottati in parte della regione, il governatore Stefano Bonaccini si prepara ad una stretta. “Dobbiamo contrastare e circoscrivere il contagio con misure più restrittive, in base alle indicazioni della nostra sanità, altrimenti la curva epidemica continua a crescere. Le limitazioni della zona arancione classica non bastano più. Ci sarà l’analisi della cabina di regia nazionale che potrebbe portare tutta l’Emilia-Romagna in zona rossa dal lunedì successivo”, dice. “Noi non possiamo aspettare, dobbiamo farlo subito anche perché il ministero registra dati già vecchi e la realtà è già peggiore di quei dati. Dobbiamo prendere decisioni difficili e sofferte, le istituzioni hanno il compito di dire la verità e decidere per evitare guai peggiori, me ne prendo responsabilità: dobbiamo agire ora contro il pericolo del che ha rialzato la testa”.

Nel Lazio, tiene la guardia alta l’assessore Alessio D’Amato. Diminuiscono i ricoveri, mentre aumentano i casi, i decessi e i pazienti terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 4%. I casi a Roma città sono a quota 600”, dice sottolineando che “la curva dei casi è in ascesa, e serve mantenere rigore nei comportamenti”. Eloquenti, scendendo più a sud, i numeri di Napoli: si circa 300 nuovi casi di covid ogni giorno nell’ultima settimana. Sono 5.231 le persone residenti positive al coronavirus, come si legge nel bollettino diffuso dal Comune di Napoli con i dati aggiornati ad oggi, mercoledì 3 marzo. I casi di coronavirus in più rispetto all’ultimo bollettino diffuso lo scorso mercoledì 24 febbraio sono 2.106.(Adnkronos)

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