
Riflessioni proiettate sul futuro delle nuove generazioni in una mattinata intensa e carica di significato, ieri giovedì 2 ottobre, hanno animato la palestra dell’Istituto Comprensivo di Villafranca Tirrena, trasformata per l’occasione in uno spazio di ascolto, riflessione e dialogo. Il convegno “Adolescenti e tecnologia: sfide comunicative e psicologiche”, promosso dall’Associazione I Numeri Primi in collaborazione con l’Istituto e l’Amministrazione Comunale, ha coinvolto gli alunni delle classi seconde e terze della Scuola Media in un vero e proprio laboratorio di pensiero e responsabilità. Il percorso verso il convegno è iniziato nelle aule, con la visione del film Il ragazzo dai pantaloni rosa, una pellicola toccante sul bullismo e il cyberbullismo. La successiva discussione, guidata con sensibilità dalle insegnanti, ha stimolato riflessioni profonde e preparato gli studenti a un confronto maturo e consapevole. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Cavallaro e dell’Esperta di Pubblica Istruzione Gianfranca Alessi, la Dirigente scolastica Rossana Ingrassia ha aperto il dibattito con un messaggio forte e diretto:
“Occhi dritti, orecchie aperte. Non si può morire di bullismo.” Parole che hanno risuonato con forza tra le pareti della palestra, toccando cuori e coscienze.
Il convegno ha visto la partecipazione di esperti di altissimo profilo. Il Prof. Francesco Pira, docente di Sociologia all’Università di Messina, ha sottolineato come viviamo ormai nell’era del Metaverso e dell’Intelligenza Artificiale, dove le tradizionali distinzioni tra reale e virtuale sono superate dalla crescente digitalizzazione. In questo nuovo scenario, la costruzione dell’identità avviene attraverso ciò che pubblichiamo, ciò che gli altri condividono su di noi e le reazioni che ne derivano, trasformando il profilo personale in un processo sociale dinamico e interconnesso. Pira ha evidenziato il ruolo centrale della tecnologia nella vita quotidiana, che porta molte persone a vivere realtà parallele e virtuali, spesso attraverso profili falsi, alimentando una dipendenza digitale sempre più diffusa. Un cambiamento profondo, ancora poco esplorato, che ridefinisce le relazioni e i comportamenti all’interno dei pubblici connessi. La Prof.ssa Carmela Mento, psicologa e docente dell’Università di Messina, ha esplorato le fragilità emotive legate all’uso della tecnologia. Katia Gussio, pedagogista e presidente dell’associazione promotrice, ha moderato l’evento e proposto strategie educative concrete.Il Commissario Capo Antonio Runfolo, accompagnato dall’Agente Scelto Giovanni Briguglio della Polizia Postale di Messina (Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica), ha illustrato i pericoli della rete e le modalità di protezione. Il Commissario ha sottolineato la necessità che i genitori educhino i figli minori a un corretto utilizzo delle tecnologie e ne vigilino l’uso, come previsto dalla Legge n. 70/2024 sul bullismo.
Presenti anche il Sindaco di Rometta Antonino Cirino, il Sindaco di Saponara con gli assessori Rosalba Pino (Pubblica Istruzione) e Nicola Donato, insieme ai soci dell’Associazione I Numeri Primi: il Vicepresidente Matteo De Marco, l’avvocato Angelo Pirri (Comune di Valdina), la giornalista Lucia Cava, la pedagogista Maria Luisa Pino, il Presidente del Consiglio di Rometta Alessandro Nava e Salvatore De Pasquale. Tutti accomunati da un profondo impegno verso il benessere della comunità e, soprattutto, dei giovani. Per oltre tre ore, gli studenti hanno seguito con attenzione e curiosità, ponendo domande profonde e attuali:
“Qual è la sua opinione sull’intelligenza artificiale?” “A volte l’uso eccessivo del telefono ci fa sentire soli e molto tristi…” Domande che dimostrano quanto i giovani siano pronti a interrogarsi, a cercare risposte e a costruire consapevolezza. All’incontro hanno partecipato anche alcune mamme, con le quali l’Associazione I Numeri Primi ha già programmato un futuro appuntamento. Perché, come sottolineato dagli organizzatori, “per il bene dei ragazzi, è fondamentale lavorare in rete.” Il convegno ha dimostrato che, quando scuola e territorio collaborano, si possono costruire percorsi educativi capaci di generare cambiamento, consapevolezza e speranza. Un passo importante verso una scuola che non si limita a istruire, ma forma cittadini responsabili, consapevoli e attenti al benessere collettivo. In questo, la Dirigente Rossana Ingrassia crede fermamente. Con il supporto costante delle sue insegnanti, da sempre attente alle problematiche degli adolescenti, continua a promuovere una scuola che accoglie, ascolta e protegge.

