
A Spadafora è stato siglato il Patto educativo di Comunità tra enti e associazioni per valorizzare al meglio le risorse e fare rete per affrontare le varie dinamiche Al tavolo il sindaco di Rometta Dott. Nino Cirino, il Commissario straordinario di Saponara Ing. Pietro Valenti, il Sindaco di Spadafora Dott. Lillo Pistone, La Dirigente Scolastica dell’II.SS. Francesco Maurolico – Liceo Galilei– Prof.ssa Giovanna De Francesco, il Dirigente scolastico dell’I.C. Saponara, Prof.ssa Concetta Muzio, il presidente del Consiglio di Istituto dell’I.C. Saponara, prof. Nicola Vinci. Hanno presenziato all’incontro la prof.ssa Antonella Costantino, in rappresentanza dell’Osservatorio Ambito XV per il contrasto alla dispersione scolastica, scuola capofila IC Terzo Milazzo, diretto dal Prof. Alessandro Greco. E ancora i Carabinieri delle locali Stazioni in rappresentanza delle forze dell’ordine, Padre Alessandro Nardo in rappresentanza delle parrocchie del territorio, le Pro Loco e varie Associazioni. Gli interventi sono stati allietati da intermezzi musicali eseguiti dagli studenti dei percorsi di indirizzo dell’I.C. Saponara. I Patti Educativi di Comunità sono uno strumento per far dialogare la comunità educante e per realizzare una scuola aperta alla società civile; possono contribuire alla realizzazione di programmi di medio e lungo periodo di contrasto alla disuguaglianza e alla dispersione scolastica; costituiscono uno dei presupposti per fare della scuola un presidio territoriale fondamentale, attuando così quanto previsto dall’art. 3 della nostra Costituzione che chiede alla società di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. I Patti Educativi di Comunità consentono agli Istituti scolastici di ampliare la loro offerta formativa, valorizzando le risorse presenti nel territorio di riferimento.
Avviare il Patto Educativo di Comunità, significa pensare a una sorta di Piano territoriale dell’offerta formativa che, a partire dall’analisi del contesto e dei bisogni, tracci l’itinerario educativo e formativo che coinvolgerà ragazzi/e, genitori, docenti, tutto il personale scolastico e gli operatori del territorio. A quali domande cerca di dare risposta la Scuola per fare del Patto Educativo di Comunità un vero Piano territoriale dell’offerta formativa? Ne indichiamo alcune:
• in quale contesto ci muoviamo?
• a quali bisogni formativi deve rispondere il patto?
• di quali risorse abbiamo bisogno e come possiamo acquisirle?
• quali risorse sul territorio possono aiutarci?
• quali sono i soggetti sul territorio con cui possiamo costruire più facilmente alleanze?
• quali figure dentro la scuola possono contribuire alla costruzione del Patto in modo significativo, durevole e sostenibile?
• quali progetti, fra quelli ideati, possono realisticamente essere sostenibili?
Obiettivi del Patto
– Individuare, sulla base di rilevazioni attente e mirate, i bisogni educativi, culturali, psicofisici e sociali emergenti nella popolazione scolastica di riferimento, nonché i bisogni formativi degli adulti di riferimento (educatrici, educatori, insegnanti, ecc.).
– Evidenziare le situazioni specifiche di povertà educativa;
– Sollecitare nel territorio proposte di intervento congiunte e/o complementari tra più enti, mirate a far fronte alle necessità emergenti.
– Attuare gli interventi selezionati.
– Valutare l’efficacia degli interventi attuati.
Azioni del Patto
Azione 1 – La co-progettazione
Azione 2 – “Laboratorio di Scuola Aperta”
Azione 3 – Laboratori e percorsi didattici specializzati su temi innovativi
Azione 4 – Attività nel territorio e con i soggetti operanti
Azione 5 – “Risorse famiglia”
Azione 6 – “Un modello esportabile e replicabile”: certificazione, monitoraggio e valutazione del
lavoro svolto
Il presente patto si configura come uno strumento aperto al territorio, rivolto agli enti che ne abbiano i requisiti e condividano le finalità educative espresse nel presente documento. Attraverso formale richiesta di adesione ad una Manifestazione di interesse, emanata da questa Istituzione scolastica. Si tratta dell’inizio di un percorso al quale potranno aderire successivamente anche altri enti. Ogni ente coinvolto successivamente avrà quindi la possibilità di proporre e condividere le proprie attività al fine di aggiornare il presente patto.
