
Santa Lucia del Mela ha vissuto una serata indimenticabile sul filo dell’amarcord con Jessica Schillaci che ha raccontato papà Totò tra mille emozioni. L’organizzatore Benedetto Merulla, assessore comunale e presidente del Club locale ha commentato così l’evento: “Jessica Schillaci Mi hai fatto e ci hai fatto emozionare come riusciva con i suoi gol il tuo caro papà Totò Schillaci, una serata da emozioni fortissime i tuoi occhi bellissimi pieni di gioia di lacrime. Vederti parlare di lui del vostro amore degli ultimi momenti di vita. Una serata che non dimenticherò mai e resterà nel mio cuore e nel cuore di tutti i presenti come resterà Totò
Grazie a te Grazie a Totò’
“. Merulla aveva un rapporto stretto con Totò e lo aveva accompagnato negli incontri tra i tifosi dell’hinterland tirrenico solo pochi anni addietro, poco prima del suo addio. “Solo io posso scrivere di te. Ricordi di un papà campione” viaggia tra le emozioni calcistiche e quelle intime di una figlia particolarmente legata al genitore. La sinossi è già un amarcord da brivido: “Nella Tribuna dello stadio di Torino, l’Avvocato Agnelli, Giampiero Boniperti e i loro illustri vicini seguivano la partita in composto silenzio, ma la loro concentrazione veniva sistematicamente interrotta dal grido proveniente da una poltroncina accanto alla loro: «Totò goool!». La voce era quella di una bambina di quasi due anni che guardava giocare suo padre e lo incitava a ogni azione, anche se il pallone era lontano. In fondo a lei, di quel pallone, non è mai importato nulla. Totò è stato Schillaci per tutti, ma per lei era ed è solo «papà». Con quella stessa voce, genuina, onesta, forte e profonda, Jessica Schillaci ci racconta di quel Totò che nessun altro ha conosciuto come lei, nella sua intimità, nella fragilità e nella paura dei suoi ultimi giorni in ospedale. Totò è stato un calciatore, un uomo e un padre, ma se del campione, delle notti magiche e di quegli occhi spiritati che hanno fatto il giro del mondo sappiamo tutto, dell’uomo e, soprattutto, del padre solo sua figlia può dirci chi era davvero. Perché lei, in quegli occhi, ci è stata e ci ha vissuto. Fino al momento in cui li ha chiusi”.


