San Filippo del Mela, domani l’assemblea per promuovere i “Contratti di Fiume”

Le prospettive di valorizzazione dei servizi, ecosistemi e strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile al centro di un dibattito tra amministratori ed esperti. L’Assemblea si svolgerà il 13 Ottobre 2021 dalle ore 16.30 presso l’aula consiliare del comune di San Filippo del Mela in presenza dei Sindaci promotori dei comuni di: San Filippo del Mela, Pace Del Mela, Santa Lucia del Mela, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Merì, Gualtieri Sicaminò, Castroreale, Rodì Milici, Fondachelli Fantina, Terme Vigliatore.

Il componente del Tavolo di Pilotaggio Nazionale dei Contratti di Fiume e di Costa, delegato per la Sicilia, Arch. Sebastiano Muglia, evidenzia l’importanza di questo modello di accordo di programmazione negoziata, territoriale, di indirizzo cooperativo partecipativo; coadiuvato dal supporto della segreteria organizzativa dei Contratti di fiume e di Costa Sicilia, referente Sig.ra Giorgia Locatelli.

All’Assemblea parteciperanno, l’Arch. Massimo Bastiani, coordinatore del Tavolo Nazionale dei Cdf e l’Ing. Elio Pollicino, portavoce del Presidente della Regione Siciliana.

Il Collegato Ambientale ha riconosciuto i Contratti di Fiume a livello legislativo (art. 68-bis “Contratti di Fiume” del D.Lgs 152/2006 – Articolo inserito dall’articolo 59, comma 1, della Legge 28 dicembre 2015, n. 221 pubblicata nella G.U. n°13 del 18 gennaio 2016). L’articolo 68-bis recita: «I Contratti di Fiume concorrono alla definizione e all’attuazione degli strumenti di  pianificazione di distretto a livello di bacino e sottobacino idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale di tali aree». L’elevato rischio idrogeologico che interessa molta parte del territorio italiano è frutto di decenni di disattenzione nella gestione dei bacini fluviali, a partire dalla urbanizzazione sregolata ed eccessiva. Il risultato è l’aumentata sensibilità dei territori ai disastri ambientali, che tanto frequentemente emergono nelle cronache dei quotidiani con il loro carico di disagi e pesanti costi per la collettività. Come la maggior parte delle questioni ambientali, anche il sistema delle acque richiama l’assunzione di responsabilità di tutti gli attori di un territorio, che possono avvalersi di strumenti di concertazione per migliorarne la gestione. In questa logica, il Contratto di Fiume (CdF) è un Accordo di partenariato tra soggetti pubblici, privati e della società civile che hanno responsabilità nella gestione e nell’uso delle acque, nella pianificazione del territorio e nella tutela dell’ambiente. È uno strumento volontario di programmazione strategica partecipata nel quale i soggetti che lo hanno sottoscritto propongono la corretta gestione delle risorse idriche al fine di tutelare e valorizzare i territori fluviali, di garantirne la salvaguardia dal rischio idraulico e di contribuire allo sviluppo locale. Lo fa attraverso la stesura di un programma di azioni concertato fra i firmatari, che sottoscrivono una serie di punti finalizzati alla riqualificazione del fiume e del suo bacino. I Contratti di Fiume mirano a raggiungere gli obiettivi delineati da due Direttive Europee: la 2000/60/CE anche nota come Direttiva Quadro sulle Acque e la 2007/60/CE sulle Alluvioni. La Regione Siciliana ha aderito alla Carta Nazionale dei Cdf, con delibera di giunta n° 242 del 25 settembre 2015; sono stati riconosciuti a livello nazionale nel 2016 con il Collegato Ambientale che, attraverso l’articolo 68 bis del D. Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) ne sancisce la centralità e il carattere strategico per il raggiungimento degli obiettivi di qualità del fiume e dei territori fluviali. In Sicilia allo stato attuale si contano 3 Cdf avviati, promossi da Gal e Unione dei Comuni. Il Programma d’Azione di un CdF deve contenere, azioni e progetti coerenti con il nuovo ciclo di programmazione 2021 – 2027, per i quali si definiranno responsabilità, risorse e partenariati in grado di favorire un’azione sinergica tra di loro. Il ruolo del partenariato locale è quello di elaborare e attuare in maniera partecipata una strategia, significa condividere i molteplici punti di forza sociali, ambientali ed economici, ossia l’insieme dei valori della comunità stessa, piuttosto che limitarsi a compensarne i problemi. La programmazione, europea 2021-2027 incontrando i CdF, diviene l’occasione per poter evidenziare esiti, tendenze e prospettive per il radicamento di Partenariati Pubblico Privato stabili costituiti. L’Assemblea, si svolgerà in presenza nella sede sopraindicata ed alla stessa si potrà partecipare anche in remoto.

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