
Si susseguono le reazioni all’omicidio di Capizzi. Bernadette Grasso (FI), esprime il sentimento comune con un lungo post su facebook: “Dolore che attraversa il cuore della Sicilia, serve patto educativo”. Ecco il post integrale: “La morte di Giuseppe Di Dio, appena 16 anni, ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre era seduto al bar con gli amici, è un dolore che attraversa il cuore della comunità di Capizzi, ma anche quello di tutta la Sicilia.
Giuseppe era uno studente modello, dedito allo studio e al lavoro accanto alla sua famiglia, impegnata nell’agricoltura e nella zootecnia.
Alla sua famiglia e a tutta la comunità di Capizzi la mia più profonda vicinanza.
Un delitto efferato, che scuote le famiglie, i genitori, le istituzioni — e che impone a ciascuno di noi una riflessione seria:
1) che modello di società stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi?
2) che valori, che esempi, che punti di riferimento offriamo loro?
Come Commissione Antimafia, pochi giorni fa siamo stati allo #ZEN di Palermo per ascoltare le periferie, ma oggi dobbiamo ascoltare anche le voci smarrite delle nostre comunità interne. Dobbiamo capire perché tanta violenza, perché i ragazzi hanno accesso alle armi, perché la vita sembra valere così poco.
Non basta la repressione. Servono azioni congiunte e immediate di prevenzione, che coinvolgano famiglie, scuola, Chiesa, istituzioni e società civile.
C’è un uso spregiudicato delle armi, un mercato parallelo a cui accedono anche i minori: è un allarme che non può più essere ignorato. Occorre più controllo sui social, sui telefoni, su ciò che educa e diseduca i nostri figli.
È tempo di responsabilità collettiva.
Non possiamo rassegnarci a una società dove un ragazzo perde la vita per caso, dove i giovani crescono senza valori e senza punti di riferimento.
Serve un patto educativo nuovo, che restituisca speranza, rispetto e amore per la vita”.

