
Singolo dopo singolo, l’identità di Ks (nome d’arte di Luca Cenciarini) si sta forgiando in un suono sempre più riconoscibile, fatto di lampi trap nelle basi che illuminano un flow e una scrittura invece più vecchia scuola, soprattutto per maturità e temi sviluppati.
Anche in questo nuovo brano, il rapper classe ’89 sceglie infatti la strada della giusta misura: un tono misurato che non deraglia mai in nessun aspetto, ma procede invece coerente dal primo all’ultimo secondo attraverso le riflessioni, amare e sincere, che costellano le barre.
Ad arricchire la narrazione ci sono espedienti retorici e giochi di metrica elaborati, che legano tra loro i versi e li fanno volare su una base ricercata e sognante, lontana dal crudo realismo della trap più recente, ma vicina a dinamiche oniriche e psichedeliche, che sono senza dubbio la cifra più peculiare – e più affascinante – della produzione di Ks.


