Messina, una barriera a difesa del litorale tra i villaggi Ortoliuzzo e Acqualadroni

Un’operazione di riqualificazione del litorale di Messina, nel tratto compreso tra i villaggi Ortoliuzzo e Acqualadroni. E’ l’obiettivo che si è posto l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretto da Maurizio Croce e che oggi può considerarsi raggiunto. E’ stata infatti ultimata la gara per la manutenzione delle barriere frangiflutti esistenti sulla costa tirrenica e che oggi vede al primo posto della graduatoria la Amec srl di Santa Venerina, in forza di un ribasso del 27,3 per cento.
Sono strutture realizzate sino al 1985 – blocchi di cemento o in massi naturali – a protezione dalle mareggiate. L’intervento mira a contrastare il fenomeno avanzato dell’erosione costiera, a difesa della pubblica incolumità, dei centri abitati e dei manufatti presenti.
Per l’esattezza, le barriere che verranno rafforzate si trovano, in corrispondenza, tra la via Fazzino e la via Campanella, tra il torrente Tarantonio e il torrente Marmora ad Ortoliuzzo; tra il torrente Cicerina e il torrente Rodia nell’omonimo villaggio; tra il torrente Puccino e il torrente Giudeo a Santo Saba; tra quest’ultimo e Capo Rasocolmo e, infine, nei tre siti compresi tra il depuratore fognario e il torrente Mulinello ad Acqualadrone. Qui è stato previsto anche il recupero di oltre seicento massi in pietra naturale spostati dalle correnti che verranno riposizionati, unitamente ai nuovi blocchi.
Tutte le zone indicate sono interessate da un forte arretramento della linea di costa che in diversi casi ha causato persino il cedimento dei muri di contenimento. Alla ricostruzione delle barriere farà seguito un’attività di ripascimento.

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