Messina, “Don Minico” al fianco delle donne migranti vittime di violenza

Nell’atmosfera accogliente, immersa nella natura dell’Arena “Tano Cimarosa” da Don Minico sui Colli S.Rizzo, nell’ambito delle iniziative per “Don Minico: 70 Anni alla Disgraziata”, la manifestazione per il 70 esimo anniversario dello storico locale sui Peloritani, si è svolto il 15 settembre dalle 9:30 alle 16:30, l’incontro “Leaving Violence. Living safe Una rete territoriale per supportare le donne migranti richiedenti asilo e rifugiate che hanno subito violenza”. Che è nato dalla volontà di stringere e rafforzare le relazioni esistenti, per fronteggiare l’attuale situazione di criticità e incertezza, che coinvolge gli enti preposti all’accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale e rifugiate, e le istituzioni del territorio, e per continuare a costruire percorsi efficaci di fuoriuscita e prevenzione della violenza sessuale, di genere e strutturale che influenza l’integrazione di donne migranti, richiedenti asilo e rifugiate. La giornata rientra nel progetto “Leaving Violence. Living Safe”, avviato da circa tre anni, da D.i.Re Donne in rete contro la violenza – la più grande organizzazione nazionale che si occupa di violenza contro le donne –, di cui fa parte il CeDAV, Centro Donne Antiviolenza, in partenariato con Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, per facilitare l’accesso ai centri antiviolenza, ai servizi e alle altre risorse sul territorio da parte di donne rifugiate, richiedenti asilo e migranti, promuovendo la diffusione di informazioni accurate e la rimozione di potenziali impedimenti alla fruizione di tali servizi. Tanti gli interventi alla presenza anche di una rappresentante dell’Arma dei carabinieri, il capitano, Alessandra Giardino, e dell’ispettore Anna Maria Italiano per la Questura di Messina: in apertura “Leaving violence. Living safe. Il progetto di D.i.Re e UNHCR per facilitare l’accoglienza di donne migranti richiedenti asilo e rifugiate nei centri antiviolenza della rete” con Maria Elena Cirelli, Project Manager del progetto; a seguire “Dal centro antiviolenza all’autonomia delle donne” con Carmen Currò, Presidente emerita CeDAV Centro Donne Antiviolenza. E ancora “Il colloquio e l’approccio con donne richiedenti asilo trattate: dalla mediazione alla tutela” con Sandra Nwose, mediatrice culturale Circolo “Thomas Sankara”  e con Carmela Maria Cordaro, avvocata Circolo “Thomas Sankara”. Prima della pausa pranzo “Ripensare l’accoglienza per costruire percorsi efficaci di fuoriuscita e prevenzione della violenza per donne migranti, richiedenti asilo e rifugiate”: discussione tra le organizzazioni e istituzioni del territorio, facilitata da Cristiana Scoppa, giornalista, e D.i.Re – Nardos Neamin, Unhcr SGBV Expert. Nel pomeriggio: Il fenomeno della violenza contro le donne rifugiate e richiedenti asilo: nei paesi d’origine, in transito e in Italia Nardos Neamin, Unhcr SGBV Expert. E per concludere “La protezione internazionale oggi. Domande e risposte”, intervento di Marco Calisto, RSD Associate Unhcr. L’intera giornata ha visto la facilitazione di Cristiana Scoppa, Ufficio comunicazione D.i.Re.

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