M5S, Conte: “Serve leadership forte, non faccio prestanome”

“Con Beppe Grillo sono emerse diversità di vedute su alcuni aspetti fondamentali. E’ emerso un equivoco di fondo: non ha senso imbiancare una casa che necessita di una profonda ristrutturazione. Beppe mi è sembrato ritenere che tutto vada bene così salvo alcuni moderati aggiustamenti”. Così Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa al Tempio di Adriano. “Ho sempre detto che non mi sarei mai prestato a una mera operazione di facciata o di restyling. Il M5S necessita di forti cambiamenti”, ha aggiunto.

A febbraio “Grillo mi chiese di diventare leader politico del M5S” poi c’è stato l’incontro all’Hotel Forum “per discutere di un mio ingresso nel M5S. In quella occasione ringraziai tutti ma rifiutai di entrare subito nel M5S ritenendo che una mia investitura dall’alto, a freddo, non collocata in un progetto politico ben condiviso, fosse priva di una legittimazione solida e che fosse una operazione inadeguata rispetto a esigenze del Movimento”.

“Ho convocato questa conferenza stampa perché ho sempre ispirato la mia azione politica a criteri di trasparenza”, “spiegare in modo chiaro e franco le situazioni credo sia la premessa fondamentale per aumentare il vincolo di fiducia tra politici e cittadini” ha detto l’ex premier.

“Il Movimento è da un po’ di mesi sta attraversando alcune difficoltà”, manca una “leadership forte”, “appare lacerato da contraddizioni, molti nodi si trascinano da anni. Quel confronto al Forum fu molto schietto. Ho chiarito che condivido i principi del Movimento ma ho elencato alcune ambiguità che possono spiegare la delusione di alcuni elettori e che impediscono le grandi potenzialità di questa forza politica. Ho illustrato una serie di innovazioni indispensabili per rendere più incisiva l’azione politica”.

“Per rilanciare la forza propulsiva e la tensione rivoluzionaria, occorre proiettare lo sguardo in avanti e avere il coraggio di cambiare – ha sottolineato Conte – E’ la mia posizione, nasce da un ragionamento politico e da una convinzione personale. Oggi” il Movimento “rischia di entrare in una fase di declino se non si rilancia la forza propulsiva”.

“Pesa anche una mia convinzione personale: non riesco a impegnarmi in un progetto in cui non credo. Non posso assumere una decisione solo col cuore se la testa mi dice che il percorso politico è sbagliato”, ha rimarcato.

“A Beppe non ho mai chiesto le pubbliche scuse. Non sono una battuta o un moto di nervosismo che mi preoccupano. Ho il senso dell’ironia e so rispondere a tono: Beppe sa bene che ho avuto e avrò sempre rispetto, ma non possono esserci ambiguità. Spetta a lui decidere se essere il genitore generoso che lascia crescere la sua creatura in autonomia” o no. “Sarà sempre il garante” ma deve esserci distanza rispetto alla “filiera politica” e alla “filiera degli organi di controllo”.

“Occorre una leadership forte, solida. Non una diarchia. Il Movimento ha bisogno di una leadership politica chiara, non di un prestanome. E in ogni caso quel prestanome non potrei essere io” ha detto Conte.

Grillo “sa bene che avrò sempre rispetto per lui. Riconosco il suo carisma visionario che ha generato una stagione eroica” per la politica italiana, “ma no alle ambiguità” ha affermato l’ex premier.(Adnkronos)

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