
«Il confronto politico non può essere soffocato dalla prepotenza dei soggetti virtuali né dalla tracotanza dei partiti nazionali che continuano a imporre alla Sicilia candidati scelti in provetta a Roma, sull’altare di equilibri politici estranei al territorio. La Sicilia viene ancora considerata merce di scambio per assetti nazionali: è questo il nodo che poniamo in modo chiaro e definitivo.
La scelta che sta davanti a tutti è semplice: partecipare a un governo della conservazione oppure contribuire a costruire un governo del cambiamento. È su questo che ci misureremo, rispondendo a quei leader in versione 4.0 che predicano dall’alto dei like, come nuovi Savonarola digitali, ma senza mai porsi il tema della competenza, dell’esperienza e del bagaglio umano da mettere al servizio della Sicilia.
Le istituzioni non si cambiano con i like. La politica richiede visione e responsabilità. Per questo abbiamo scelto di lanciare il nostro messaggio da Caltagirone, che culla del pensiero di Don Sturzo, uno degli amministratori più lungimiranti e innovativi della nostra storia, capace di parlare ancora oggi a una fase di deriva che stiamo vivendo rilanciando l’appello ai Liberi e Forti. “
Così Cateno De Luca in apertura della due giorni del centro studi Ti Amo Sicilia a Caltagirone.
Caltagirone, standing ovation per Salvatore Testaverde alla Galleria Don Luigi Sturzo
La Galleria dedicata a Don Luigi Sturzo a Caltagirone ha accolto con una standing ovation l’imprenditore Salvatore Testaverde, vittima di mafia e oggi sotto scorta.
Testaverde ha denunciato il pizzo a Palermo e collaborato con la giustizia nelle operazioni Teneo, Bivio e Bivio 1, opponendosi al clan di Tommaso Natale. Il suo coraggio ha contribuito allo smantellamento dei clan San Lorenzo e Tommaso Natale, con 42 arresti.
La sua presenza, a sorpresa, ha segnato la prima giornata promossa dal Centro Studi Ti Amo Sicilia, intervenendo nel panel inaugurale dedicato all’“attualità dell’Appello ai liberi e forti” di don Sturzo.
«Non lo avevo invitato, ma Salvatore ha sentito di questo appuntamento e ha scelto di esserci e questo da ancora più forza alla sua presenza. Persone libere e forti come Salvatore, che hanno messo sul piatto della bilancia la giustizia per sconfiggere la malavita sono un valore aggiunto. È con loro che vogliamo camminare».
De Luca ha rivolto un ringraziamento particolare alla moglie dell’imprenditore per averlo incoraggiato a essere presente, sottolineando come li accomunino la stessa tempra e la stessa, profonda voglia di giustizia. «Lei gli ha detto che, se un giorno Salvatore deciderà di impegnarsi in politica, dovrà farlo con me».
“È necessario dotarsi di strumenti per misurare i risultati raggiunti dalla Regione”, l’appello del Centro Studi “Ti Amo Sicilia”
“Seguendo l’Appello ai Liberi e Forti di Don Luigi Sturzo, avvertiamo oggi, come allora, la necessità di dotarci di strumenti capaci di misurare in modo chiaro e trasparente i risultati dell’azione pubblica, a partire dalla Regione Siciliana”. A lanciare l’appello dall’evento promosso dal Centro studi “Ti Amo Sicilia” è Maurizio Bernava coordinatore del primo panel in programma alla Galleria “Luigi Sturzo” dove si sono confrontati anche le voci di Lucio d’Ubaldo (direttore de Il Domani d’Italia) e Antonio Condorelli (giornalista Live Sicilia). “Strada maestra per rafforzare e dare un valore concreto condiviso alla democrazia – è emerso nel corso del confronto – Cominciamo dalla Sicilia, a ridare senso e speranza alle comunità praticando una buona e giusta cultura di governo e della responsabilità verso l’interesse generale”.
“Crisi dell’autonomia: attuare un nuovo modello di regionalismo basato sulle macroregioni”, la proposta del Centro studi “Ti amo Sicilia”
“Dall’autogoverno si è progressivamente scivolati verso l’autoreferenzialismo, è riemerso il centralismo dello stato e non si è colto fino in fondo il ruolo strategico delle regioni. Per questo motivo bisogna attuare un nuovo modello di regionalismo”. A intervenire sulla necessità di porre fine alla solidarietà nazionale è Andrea Piraino (docente di Diritto Costituzionale) che lancia la proposta nel corso del secondo panel dell’evento promosso dal Centro studi “Ti Amo Sicilia”. A confrontarsi nella Galleria “Luigi Sturzo” anche Fausto Vecchio (docente di Diritto Pubblico Comparato) e Salvo Cona (giornalista di Antenna Sicilia e Telecor). “La distanza economica con le altre regioni crea veramente disuguaglianza in senso costituzionale – è emerso dal dibattito – La classe dirigente regionale è quella meno preparata a gestire la crisi e la distanza economica con le altre regioni crea disuguaglianza in senso costituzionale”.
TERZO PANEL
“Per eliminare il pizzo legalizzato regionale, bisogna dare più poteri amministrativi a comuni e città metropolitane”, l’invito del Centro studi “Ti amo Sicilia”. “Le funzioni amministrative devono essere esercitate dal livello di governo più vicino ai cittadini e per questo i comuni diventano il perno di servizi di prossimità che promuovano indirizzi strategici, coordinamento e programmazione fino ad arrivare allo Stato”.
Così i relatori del terzo panel dell’evento promosso dal Centro studi “Ti Amo Sicilia”. A coordinare i lavori intervenendo sul concetto di devoluzione dei poteri Maurizio Ballistreri (docente di Diritto del lavoro). A fare da relatori Giovanni Moschella (docente di Diritto Pubblico) e Mario Emanuele Alvano (segretario generale Anci Sicilia), moderati da Domenico Bertè (giornalista Rtp e Gazzetta del Sud),.
“Il pizzo legalizzato regionale si supera dando più potere amministrativo a comuni e città metropolitane. Così facendo si sburocratizza e si snellisce il processo amministrativo che può diventare intralcio allo sviluppo regionale”, hanno concluso.



