
«L’assenza dei principali partiti del centrodestra è la prova evidente che le pressioni esercitate dal capo dei capi tribù, sua maestà Renato Schifani, hanno raggiunto l’obiettivo: tentare di fare la guerra a Cateno De Luca e di isolarlo, colpevole di lesa maestà per aver rifiutato di “mangiare la mela del peccato”, rappresentata dall’ennesimo assessorato regionale più volte proposto.
Mi risulta infatti che il presidente Renato Schifani abbia contattato personalmente tutti i leader del centrodestra in Sicilia, chiedendo loro di evitare la partecipazione alla nostra iniziativa, facendo sapere che la loro presenza non sarebbe stata gradita.
È ormai chiaro che il centrodestra ha preso atto di un dato politico inequivocabile: qualsiasi eventuale confronto con me può avvenire solo a una condizione preliminare, ovvero la non ricandidatura di Renato Schifani.
Un ulteriore elemento emerso con nettezza è che, allo stato attuale, l’unico possibile interlocutore credibile tra il centrodestra e Cateno De Luca è Gaetano Galvagno. Io non tratto poltrone, non accetto imposizioni e non mi presto a giochi di palazzo.”

