
Nonostante la pioggia il corteo “No Ponte a Messina” ha coinvolto diverse migliaia di persone da piazza Castronovo al Duomo, con tanta gente proveniente anche da fuori città per esprimere la contrarietà all’opera. Per gli organizzatori circa 15 mila presenze. No “politico” dopo la pubblicazione delle motivazioni dello stop della Corte di conti al progetto, e sottolineato da 5 comitati No ponte, 47 associazioni ambientaliste, 36 tra associazioni e movimenti, 7 organizzazioni politiche, 5 organizzazioni sindacali. A Messina, la segretaria del Pd Elly Schlein dal palco per il comizio finale ha detto: “Sono qui per supportare l’azione dei comitati per il no al ponte perché questo blocco è una vittoria vostra, dei vostri argomenti che pazientemente avete portato avanti. Noi vi siamo al fianco insieme alle altre forze di opposizione presenti. Ma il messaggio per Meloni e Salvini è molto chiaro, dopo le motivazioni della sentenza della Corte dei conti: vi dovete fermare e vi dovete scusare per la vergogna di aver buttato 13 miliardi sottraendo tutte quelle risorse a tutte le altre infrastrutture che aspettano. Prima di tutto per i siciliani e i calabresi. Quante cose si potevano fare con quei 13 miliardi invece della propaganda fallimentare di questo governo”.
E Angelo Bonelli, portavoce di Europa verde ha ribadito: “Voglio dire a Giorgia Meloni e Matteo Salvini: se pensate di andare avanti nonostante il diniego della Corte dei conti noi costruiremo un muro di legalità. Secondo Matteo Salvini il modello del ponte sullo Stretto si dovrebbe esportare. Io propongo di esportare Salvini”. L’ex sindaco di Messina, e leader no ponte della prima ora, Renato Accorinti, dal centro del corteo ha detto che il ponte “è un’opera inutile e devastante. Lo Stretto di Messina “è una zona sacra a protezione speciale. Non si può toccare. “Non è vero che col ponte c’è sviluppo. – ha aggiunto – La Calabria è già legata all’Italia e all’Europa ed è la regione più povera d’Europa. Il Giappone è un complesso di isole non collegato con la terra ferma ed è la quarta economia del mondo. Non dobbiamo farci prendere in giro. La senatrice Barbara Floridia, messinese presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha preso parte al corteo, insieme al coordinatore regionale M5S Nuccio Di Paola e al deputato pentastellato Antonio De Luca. “E’ fondamentale essere a questa manifestazione a Messina oggi – ha detto la senatrice – La Corte dei conti ha sancito ciò che le Opposizioni dicevano da sempre così come i comitati. Quello del ponte è un progetto fallimentare che non sta in piedi: se non sta in piedi il progetto come può stare in piedi il ponte? Viola due direttive europee, ci sono 150 prescrizioni da risolvere e l’iter è assolutamente illegittimo. In questa legge di Bilancio si tagliano 800 milioni di euro alla scuola e anche all’edilizia e questo ponte drena risorse all’edilizia. Presenterò un’interrogazione chiedendo la pubblicazione del carteggio con la commissione europea che è rimasto nascosto ai cittadini e ai parlamentari. Chiederò indietro le risorse scippate alla Sicilia”.







