Coronavirus, da Ue via libera a liquidità per imprese

La Commissione europea ha dato il via libera allo schema di aiuti da 200 mld di euro lanciato dal governo italiano per sostenere l’economia nell’epidemia di Covid-19. L’ok è in linea con il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione il 19 marzo scorso.

Il via libera della Commissione arriva dopo una serie di approvazioni analoghe, varate in tempi brevi dalla Dg Comp nella crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19. Solo nel corso dell’ultimo fine settimana, la Commissione ha autorizzato uno schema francese da 10 mld che sostiene il mercato delle assicurazioni al credito, un piano belga che rinvia il pagamento dei canoni di concessione da parte degli aeroporti della Vallonia, un piano della Svezia da 455 mln che supporta le compagnie aeree, un piano belga di garanzie per le imprese da 50 mld e un piano della Romania per le pmi da 3,3 mld.

Lo schema di garanzie varato dall’Italia “con un budget fino a 200 mld di euro consentirà garanzie pubbliche su nuovi prestiti – dice la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager – e sul rifinanziamento dei prestiti esistenti per tutte le imprese, incluse quelle grandi. Insieme all’altro schema per sostenere i lavoratori autonomi, le pmi e le mid cap colpite dagli effetti della pandemia di Covid-19, lo schema aiuterà le imprese a coprire i loro bisogni immediati di capitale circolante e di investimento, in questi tempi difficili. Continuiamo a lavorare con gli Stati membri per assicurare che le misure nazionali di supporto possano aiutare a mitigare gli effetti della pandemia”.

L’Italia ha notificato alla Commissione lo schema di garanzie per le imprese: l’aiuto arriverà dalla Sace, controllata dallo Stato, attraverso le banche alle imprese colpite dalle conseguenze della pandemia. Lo scopo dello schema è quello di limitare i rischi associati alla concessione di prestiti alle imprese colpite, aiutandole a continuare l’attività. Le autorità italiane hanno comunicato alla Commissione un budget totale fino a 200 mld per lo schema.

Per l’esecutivo Ue, il piano è in linea con il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato varato il 19 marzo. In particolare, l’ammontare del prestito concesso alla società sarà limitato a quanto serve per coprire i suoi bisogni di liquidità per il futuro prossimo; le garanzie saranno fornite solo fino alla fine di quest’anno e sono limitate a un massimo di sei anni; le commissioni a fronte della garanzia sono in linea con quanto previsto dal quadro temporaneo. La misura include anche salvaguardie per assicurare che l’aiuto sia canalizzato con efficacia dalle istituzioni finanziarie ai beneficiari che ne hanno bisogno. Per la Commissione, la misura varata dal governo è “necessaria, appropriata e proporzionata a rimediare una seria turbativa nell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107.3 del Tfeu” e viene pertanto approvata.

L’Abi, con “una lettera circolare già diffusa questa mattina a tutti gli Associati”, ha reso noto di avere “comunicato alle banche che la Commissione europea ha approvato questa notte l’indispensabile autorizzazione prevista nel Decreto legge n. 23 dell’8 aprile 2020 per rendere operative le importanti misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza del Covid-19″.

“Vista l’estrema necessità e urgenza di darne immediata applicazione da parte delle banche, sono stati forniti, in allegato alla lettera circolare, i documenti e i comunicati stampa della Commissione europea” evidenzia l’Abi specificando che “la circolare è firmata dal Presidente Antonio Patuelli, dal Direttore generale Giovanni Sabatini e dal Vice direttore generale Gianfranco Torrier”.

“La Commissione europea considera le misure previste nel Decreto legge coerenti con la normativa europea sugli Aiuti di Stato. E’ un importante passaggio propedeutico -evidenzia l’Abi- per la piena operatività delle misure previste, soprattutto relative all’art. 1 (garanzia Sace) e art. 13 (Fondo di Garanzia Pmi)”.

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