Consorzio Autostrade Siciliane. I sindacati: “Non si sprechi l’occasione per il rilancio e la corretta applicazione del contratto dei lavoratori”.

Il disegno di legge, annunciato da mesi, per la trasformazione del Consorzio Autostrade Siciliane in ente pubblico economico, sembra pronto entro il mese di maggio ad approdare al voto in Assemblea Regionale e ad esso è stato legato il rilancio del Cas e la vertenza dei 300 lavoratori che dopo due scioperi con un’adesione pressochè totale rivendicano l’applicazione del Contratto Nazionale delle Autostrade e dei Trafori, i relativi arretrati economici e lo sblocco delle assunzioni con la fine del precariato.“Si sperava inizialmente che la soluzione trovasse spazio nella Legge finanziaria regionale appena votata all’ARS – dichiarano le segreterie provinciali di Messina di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Lata – ma per l’emergenza Covid 19 l’intera manovra è stata comprensibilmente dedicata agli interventi legati al sostegno alle famiglie e all’economia siciliana, ma in queste ore abbiamo avuto precise garanzie da parte dell’assessore regionale Marco Falcone che il Disegno di legge che riporta all’articolo uno la “Trasformazione della natura giuridica” dell’ente è pronto ad approdare in aula entro il mese di maggio”. Queste organizzazioni sindacali, che hanno responsabilmente sospeso le azioni di sciopero del personale  per l’emergenza sanitaria in corso, – continuano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Lata – apprezzano la conferma ricevuta sul proseguimento nel solco del percorso intrapreso e degli impegni da parte dell’assessorato per una definitiva soluzione alla vertenza sul riconoscimento del Contratto Nazionale delle Autostrade e dei Trafori.Di certo anche alla luce degli ultimi eventi balzati alle cronache relativi all’ autostrada Messina- Palermo – continuano i sindacati –  occorre dare slancio agli investimenti del Consorzio ma anche garantire la funzionalità e  la sostenibilità economica dell’Ente che, a seguito del  calo esponenziale del traffico degli ultimi mesi, rischia di avere  ricadute negative sui lavoratori e sulle attività manutentive in atto al CAS. E’ indubbio che la soluzione alle criticità alla base della vertenza siano e restino di competenza della politica Regionale Siciliana – concludono i sindacati – che confidiamo, alla luce delle rassicurazioni ricevute dall’assessorato regionale, possa dare nella sua interezza, dopo anni di controversie, risposte adeguate garantendo diritti, livelli occupazionali dei lavoratori ed un necessario rilancio dell’ente a beneficio dell’utenza siciliana, dell’economia dell’isola e del suo sviluppo infrastrutturale».

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