
La Cgil Messina con il segretario generale Pietro Patti, e la Fp Cgil con il segretario generale Antonio Trino, ribadiscono tutte le perplessità legate al futuro del Centro Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina.
“L’ulteriore proroga di sei mesi è una soluzione tampone – dichiarano Patti e Trino –, e quanto dichiarato in merito alla prossima nuova rete ospedaliera regionale è l’ulteriore conferma di un’operazione che vedrà
il territorio messinese penalizzato”. Cgil e Fp in questi mesi avevano rilanciato l’unica proposta strategica,
sostenibile e risolutiva: accorpare l’eccellenza della Cardiochirurgia Pediatrica a quella Adulti presso il Presidio Ospedaliero Papardo di Messina. Per il sindacato, un modello logistico-funzionale in grado di garantire continuità assistenziale, integrazione delle professionalità, sinergia tra le specialità e una prospettiva stabile per il futuro del servizio. Per la Cgil e la Funzione Pubblica, la vicenda del CCPM rappresenta ormai il simbolo di una gestione caratterizzata da continui rinvii e dall’assenza di una programmazione chiara e definitiva.
Non riusciamo ad immaginare come fluente – osservano Cgil e Fp – una gestione che vede due aziende indipendenti l’una dall’altra, in due province diverse ritrovarsi a gestire questa struttura. Cgil e Fp sollevano alcune questioni riguardanti il personale, ad esempio in quale dotazione organica sarà inserito, di quali diritti contrattuali fruirà e poi ancora delle prospettive nel momento in cui scadrà la proroga e magari Catania vorrà far convergere il CCPM. Tra le domande che Cgil e Fp pongono anche chi provvederà all’approvvigionamento di quanto occorre, a chi va il DRG, su quale azienda graverà il contenzioso. A queste domande Cgil e Fp vorrebbero risposte chiare, a tutela del personale interessato che invece è tenuto all’oscuro. Cgil e Fp ribadiscono come una struttura che ha garantito negli anni cure di altissimo livello a bambini provenienti da tutta la Sicilia e dal Mezzogiorno non possa continuare a vivere in una condizione di incertezza permanente.
“Occorre assumere decisioni coraggiose e definitive – concludono Patti e Trino – mettendo al centro il diritto alla salute dei piccoli pazienti, la tutela delle professionalità coinvolte e il rafforzamento della sanità pubblica nel territorio messinese. La soluzione esiste ed è quella che abbiamo indicato da tempo: valorizzare le eccellenze presenti, costruendo un polo cardiochirurgico integrato al Papardo, in linea con le indicazioni Ministeriali, che non ci risulta siano state modificate. Ogni altra scelta rischia di indebolire un patrimonio
sanitario costruito in anni di lavoro e di sacrifici, penalizzando ancora una volta la provincia di Messina e l’intera Sicilia”.

