Catania, sequestrati oltre due milioni di cartine e filtri per sigarette. Denunciato una persona per contrabbando

Oltre due milioni di filtri e cartine per tabacco illecitamente destinati alla vendita è il sequestro effettuato, nei giorni scorsi nella provincia etnea, dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, impegnati sul territorio a contrastare l’abusivismo commerciale ed il contrabbando, contribuendo a creare le condizioni per rafforzare la competitività delle aziende italiane a livello internazionale. Nel corso delle attività condotte dai militari della Compagnia di Catania è stato accertato che i prodotti da fumo erano posti in vendita, presso un capannone sito nell’area industriale di Misterbianco (CT), in completa evasione della relativa imposta di consumo, l’accisa. L’attività trae origine da precedenti servizi di controllo economico del territorio grazie ai quali si apprendeva di una cospicua presenza dei suddetti prodotti di rinomati marchi, illecitamente distribuiti presso i mercati rionali cittadini, in danno delle rivendite dei generi di monopolio cui è riservata in via esclusiva la vendita. I successivi controlli hanno permesso di risalire e smantellare la filiera commerciale illecita di approvvigionamento, consentendo di rinvenire l’ingente quantitativo di articoli sottoposti a sequestro, determinato in n. 2.061.079 prodotti per accessori dei tabacchi da fumo, dal peso complessivo di kg. 92,798. Il legale rappresentante dell’esercizio commerciale oggetto di controllo, un cittadino di nazionalità cinese, è stato denunciato a piede libero all’autorità giudiziaria per il reato di contrabbando ex art. 291 bis comma 1 del D.P.R. 43/73. La specifica attività di servizio rientra nel contesto delle linee strategiche del Corpo nell’azione di prevenzione e contrasto alla commissione degli illeciti nel settore delle accise e delle imposte di consumo, al fine di tutelare i consumatori e gli interessi erariali dello Stato. Il novellato abusivismo commerciale in danno del Monopolio statale determina inevitabili ricadute sugli interessi economici della comunità, danneggiando, nel contempo, gli operatori commerciali onesti che assolvono regolarmente le imposte sul consumo ora previste per questo genere di prodotti.

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